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Ah, se soltanto ci lasciassimo guidare, ogni giorno, dalla curiosità. Le parole ‘stereotipo' o pregiudizio' non esisterebbero più. Così come si cancellerebbero per sempre i falsi miti sulle generazioni che vengono prima o dopo di noi. Ci avete mai fatto caso? Ogni giorno entriamo in contatto con circa sei generazioni: quella della Silent Generation (1925-1942), dei Baby Boomer (1943-1964), X (1965-1979), Y o Millennials (1980-1996), degli Z (1997-2010) e, infine, Alpha (2010 -). Sì, sono ufficialmente aperte le scommesse sul nome della prossima generazione.

Nell’articolo Baby Boomers, X, Y, Z: oltre il divario generazionale  noi di Enjoy Your Learning abbiamo rimarcato la necessità di andare oltre i soliti stereotipi generazionali: scopriremmo non solo visioni del mondo profondamente diverse tra loro, ma anche - pensate un po' - punti di incontro incredibili. A reclamare l’armonia tra generazioni, poi, è soprattutto il mondo aziendale: capita sempre più spesso che un Baby Boomer condivida la stessa scrivania con un giovane Millennials. Beh, alle due generazioni non resta che scacciar via imbarazzo e lasciare, piuttosto, spazio alle storie che potrebbero raccontarsi e ai consigli e suggerimenti che potrebbero darsi a vicenda. 

Baby Boomers e Millennials: che binomio perfetto! I primi sono lavoratori dotati di una grande esperienza e capacità imprenditoriale, i secondi, invece, rappresentano il nuovo che avanza. Non sempre le aziende promuovono il giusto scambio del flusso di conoscenze e competenze tra le due generazioni: spesso, infatti, a mancare nelle imprese sono proprio politiche di inclusione legate all’età. 

Oggi noi di Enjoy Your Learning vogliamo analizzare le differenze di entrambe le forze lavoro e, poi, dare qualche suggerimento utile per trasformare queste differenze in preziose opportunità. 
 

L’identikit del dipendente Millennials 

Among millennials, there is a collective shout to employers to develop them, mentor them, and give them opportunities to lead.

Kaytie Zimmerman,
Forbes 

 


I dipendenti Millennials, cresciuti a pane e tecnologia, si riconoscono in una società iper-connessa: prediligono le comunicazioni istantanee e offrono all’azienda soluzioni sempre più digital horiented. Lavorano con passione ma perdono facilmente l’entusiasmo se non sufficientemente stimolati dall’alto: la condivisione di idee e obiettivi sono per loro fondamentali. Apprezzano che i manager - appartenenti, nella maggior parte dei casi, alla generazione Baby Boomers - forniscano loro consigli, critiche, obiettivi e scadenze e riconoscano il valore aggiunto da loro apportato in azienda.


L’identikit del dipendente Baby Boomer 

“Never before has there been a generation blessed with such abundant opportunity, who demanded so much more, and been seemingly more unwilling to share with future generations.”
Jake DiMare

 

Cresciuti sotto il segno del sogno americano, i Baby Boomer tendono ad affezionarsi ad un’unica realtà aziendale e a restarci il più a lungo possibile. Piuttosto che interagire digitalmente o attraverso i social media, prediligono la comunicazione face-to-face. Sono portatori attivi di esperienza e questo conferisce loro una certa autorità in materia aziendale. 

Spazio al Reverse Mentoring

Non è raro - inutile negarlo - che si verifichino dei conflitti tra le due generazioni poiché entrambe rispondono a dei valori e a un’etica del lavoro completamente differenti tra loro. Tuttavia, Baby Boomers e Millennials, uniti dall’adesione a un determinato credo aziendale, possono dar vita a una squadra dalle strategiche potenzialità: immaginate, infatti, di combinare l’abilità dei Millennials nell’utilizzo dei social media con la profonda conoscenza di un dipendente Baby Boomer sul target di riferimento o sulla vision e mission aziendale. Chi ha detto che devono essere sempre i più grandi a fare da mentori? Noi di Enjoy Your Learning promuoviamo, piuttosto, il mentoring reciproco: aumenta la collaborazione e promuove la comprensione.  

L’abbiamo già detto ma è sempre meglio ripeterlo: a fare da file rouge tra generazioni diverse ma simili è, poi, quasi sempre, la tecnologia: la cultura del mondo digitale, della quale i Millennials si fanno promotori, viene trasmessa ai Baby Boomers che, a loro volta, accrescono nei giovani la consapevolezza e la visione della realtà lavorativa, viste da chi ha alle spalle anni di ostacoli affrontati e traguardi raggiunti. Non tutte le risposte si trovano sul web e questo i giovani Millennials lo sanno bene.  La digitalizzazione, i progressi tecnologici e la crescente connettività hanno, poi, permesso lo sviluppo dello smart working: del lavoro personalizzabile, flessibile e virtuale non si fanno sostenitori soltanto i Millennial ma anche i Baby Boomer. Per questi ultimi migliora la produttività e favorisce la possibilità di nuovi business, mentre per i Millennials il vero potenziale è nella creatività.   

La sfida per gli HR Manager

HR Manager, adesso tocca a voi: incoraggiate la collaborazione tra Senior e Young e contribuite alla costruzione di un ambiente di lavoro fresco, aperto alle idee e agli stimoli di ciascun dipendente. Fate spazio, dunque, ai momenti di formazione e confronto reciproco dove ogni generazione sia messa nelle condizioni di esprimere al meglio se stessa, il proprio talento e i propri punti di forza: dite sì alla valorizzazione della diversità!


EYL
Autore

EYL

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