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Facebook, a fronte delle critiche mosse nei sui confronti, è alle prese con un profondo esame di coscienza e sta cercando di assumere un volto sempre più umano. In che modo? Facendosi portavoce di tematiche umanitarie e diventando un luogo che permetta alle persone di aiutarsi tra di loro soprattutto nei momenti di difficoltà.

Se vi dico Facebook, a cosa pensate? Ah, che domanda da un milione di dollari, pensereste voi. In effetti avete ragione. Il fatto è che ci troviamo di fronte a un social dalle mille sfumature e contraddizioni. Un social dalle infinite e cangianti facce. Il dato certo, però, è questo: sempre più esponenti della Generazione Z si ritrovano a voltar le spalle al social di Zuckerberg che, dal canto suo, sembra conoscere perfettamente le cause di tale abbandono.

 

Eppure, aldilà delle fake news, dell’appiattimento della comunicazione, del cyberbullismo e dell’hate speech dilagante, a Facebook vogliamo ancora bene. “Perché– racconta Sara – non dimenticherò mai quel giorno in cui ho ritrovato le radici della mia famiglia dall’altra parte del mondo, negli Stati Uniti. Non dimenticherò mai quella videochiamata in cui mi resi conto, almeno in parte, del potere straordinario dei social network.

 

 

Noi di Enjoy Your Learing, di questo strano social network, apprezziamo, più di qualsiasi altra cosa, il senso di community che è riuscito a creare nel corso degli anni. Per questo motivo non saremo mai disposti ad abbandonarlo del tutto. “Non riuscirei mai ad andare al lavoro senza prima aver letto la frase del giorno della mia community preferita di pugliesi nel mondo, Inchiostro di Puglia. Perché grazie a Facebook, a volte, riesci davvero a sentire il calore di casa.

 

Il social network, però, sembra essere alle prese con un profondo esame di coscienza e a fronte delle critiche mosse nei suoi confronti sta cercando di assumere un volto sempre più umano. Facendosi portavoce, ad esempio, di tematiche ed emergenze umanitarie. Il 2018 si rivela essere, infatti, per Facebook l’anno del sociale: mentre prima ci si connetteva per condividere momenti belli e spensierati, adesso le persone si riuniscono su Facebook per aiutarsi tra di loro nei momenti di difficoltà. Come?  

 

#1. Iniziative di beneficenza 

Si sta avvicinando il tuo compleanno e Facebook sa che potresti davvero fare la differenza. In che modo? Organizzando una raccolta fondi per una causa a cui si tiene particolarmente, ad esempio. Avrai l’opportunità di selezionare un’organizzazione no profit e i vostri amici saranno invitati a supportare la causa!

 

#2. Prevenzione dei suicidi

Se dovessi vedere un video o un post che desta la tua preoccupazione, attraverso gli strumenti di Facebook puoi contattare il proprietario del contenuto o segnalarlo a Facebook, in modo tale che quest’ultimo metta in campo diverse risorse per aiutare l’utente in considerazione e, in casi di evidente necessità, contattare le Forze dell’Ordine.

 

#3. Servizi per le emergenze

Il  Safety Check è un ottimo strumento soprattutto se utilizzato in concomitanza di eventi catastrofici come i disastri ambientali (terremoti o alluvioni) o attentati terroristici, utile ad accertarsi che l’utente localizzato nell’area geografica dell’avvenimento stia bene. Oltre al  Safety Check c’è anche il pulsante ‘ Fai una donazione’ che consente agli utenti di fare una donazione al fine di aiutare le comunità colpite da situazioni di emergenza.
 
#4. Donatori di sangue

 

Gli utenti potenziali donatori compilano un modulo contenente informazioni (ad esempio, sul gruppo sanguigno di appartenenza) ed ecco avviarsi una catena sociale dalle sfumature tutte digitali: le aziende sanitarie, gli ospedali e le banche del sangue, nelle occasioni in cui hanno bisogno di sangue, creano un evento di donazione di sangue volontaria e i donatori nelle vicinanze dell’evento ricevono un alert dove gli viene comunicata la possibilità di donare.

 

Che dire, a noi di Enjoy Your Learning la svolta umana di Facebook piace proprio tanto e speriamo continui a tirar dritto su questa strada ancora per molto tempo. Alla fine, com’era la storia? Si ritorna sempre dove si è stati bene. Al di là di ogni critica che possa essere mossa nei suoi confronti, Facebook, inutile negarlo, rimane un incubatore digitale di stimolanti communities e originali opportunità per fare la differenza. Sta a noi restituire al social quella luce che sembra aver perso. Basta soltanto capire da che parte stare. Noi, ad esempio, non abbiamo scelto di restare umani.

 


EYL
Autore

EYL

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