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In occasione della Giornata Mondiale degli Insegnanti, Enjoy Your Learning ha voluto dare la parola ad una docente che, ogni giorno, con il giusto mix di grinta e passione, cerca di riportare lo stupore in classe. Come? Innovando le metodologie didattiche e puntando all'unione tra sapere tradizionale e nuove tecnologie.

Avete mai pensato all’etimologia del verbo insegnare? Le sue radici sono, ancora una volta, da ritrovare nel latino: insegnare deriva, infatti, da insĭgnareimprimere segni nella mente. Chi sono, d’altronde, i veri insegnanti? Quelli che hanno lasciato un segno dentro di noi. Quelli di cui ricordiamo, a distanza di anni, la passione, la grinta, lo stile e il modo in cui sono riusciti a trasmetterci il sapere.

Quella dell’insegnante, nell’epoca della società liquida in cui viviamo, è una professione complessa: sono in tanti a chiedergli di essere smart e prof 2.0 sempre sul pezzo. Ma è davvero così semplice? Al di là di ogni stereotipo e pregiudizio sulla Generazione Y o dei Millennials – ci riferiamo a coloro che sono nati tra il 1980 e il 2000 –  il dato certo è che gli studenti di oggi nutrono un profondo bisogno di apprendere e di essere costantemente stupiti. Un’operazione tutt'altro che semplice. 

Oggi, in occasione della Giornata Mondiale degli Insegnanti, noi di Enjoy Your Learning abbiamo voluto raccogliere i pensieri di alcuni docenti che, ogni giorno, con il giusto mix di grinta e passione, cercano di riportare lo stupore in classe. Come? Innovando le metodologie didattiche, puntando all’armonica unione tra sapere tradizionale e nuove tecnologie: due mondi che hanno tanto da darsi a vicenda. Ecco cosa ne pensano!

 

Scuola e nuove tecnologie digitali: un dialogo possibile?

Dialogo non solo possibile ma essenziale! È fondamentale invogliare i docenti ad utilizzare con e per gli studenti gli strumenti digitali senza, però, tralasciare quelli tradizionali. - spiegano i docenti intervistati. Le nuove tecnologie non devono sostituire i cari vecchi libri, ma integrarsi!

 

Come è cambiata l'arte dell'insegnamento nel tempo? Cosa vuol dire insegnare oggi a quella che viene
definita la generazione dei Millennials, sempre connessa e continuamente stimolata grazie alle nuove tecnologie?

 

Riuscire ad interessare e stupire le nuove generazioni è davvero un’operazione complessa. I genitori dei
nostri ragazzi, vissuti sulle note di Saturday night fever, tendono spesso a difenderli e a non responsabilizzarli. Alcuni non hanno regole, non sono abituati a sentirsi dire "no". E per noi docenti, poi, diventa difficile interagire anche con le famiglie stesse. I ragazzi di oggi trascorrono la maggior parte del loro tempo tra videogiochi, app sui cellulari, messaggi su whatsapp: così spesso sono stanchi, hanno la testa tra le nuvole e una soglia d’attenzione bassissima. Tendono ad annoiarsi facilmente: che fatica vedere degli sguardi accesi e illuminati dall’argomento che stai trattando in classe…

 

Il blended learning è un metodo di apprendimento che combina il metodo tradizionale frontale in aula con l’attività mediata da computer o da sistemi mobili. Una contro-risposta efficace alle importanti sfide a cui il mondo della formazione deve rispondere con urgenza e incisività?

Le scuole di tutta Italia devono aprirsi alla ventata di modernità portata dalle nuove tecnologie, specie quelle
digitali: sì, quindi, alla Smart Education e alle nuove tecnologie dell’apprendimento.
Non dimentichiamoci, però, dell’importanza del ‘Sudore alla fronte’: gli esercizi, le analisi di testi e le riflessioni critiche devono rimanere una costante del metodo di apprendimento dei ragazzi. Tradizione e innovazione non devono andare verso direzioni diverse, ma prendersi per mano e continuare a collaborare tra di loro.

 

Metodologia Flipped Classroom: si ribaltano i tempi e i luoghi della didattica e dello studio, si sperimenta il ruolo attivo dell’alunno nel processo di apprendimento. Un metodo utile per fronteggiare il disinteresse e la mancanza di coinvolgimento degli alunni durante le lezioni?  

La mia esperienza personale mi ha portata a creare una classe virtuale attraverso Edmodo (strumento di e-Learning moderno e plurifunzionale rivolto a insegnati e studenti). Si tratta di una piattaforma di apprendimento idonea ad attuare la didattica digitale in classe. Questa piattaforma mi ha permesso di coinvolgere i ragazzi eseguendo esercizi online e approfondendo la materia attraverso documentari e altri testi. Ma ciò non ha migliorato né le loro conoscenze ne tanto meno le competenze poiché per loro non è stata una novità dato che chattano in continuazione, per cui si annoiano comunque. Ecco, è una generazione di annoiati! - racconta al team di EYL una delle docenti intervistate.

Un altro invece ribatte: Noi docenti, grazie a questa nuova metodologia di fruizione delle lezioni, diventiamo tutor di supporto favorendo la partecipazione attiva degli studenti attraverso la loro applicazione in esercizi online, ricerca di documentari e altre tipologie di testi mediali in aggiunta allo studio tradizionale.

 

In qualità di professionisti del mondo della scuola, prendereste parte a tavole rotonde periodiche
con docenti su tematiche legate alla Smart Education e all’innovazione della didattica? Cosa ne pensate di questa evoluzione?

 

A chi ci accusa di non essere abbastanza aperti alle nuove generazioni, rispondiamo: Millennials, vogliamo
conoscervi ed esplorare le vostre menti brillanti. Ben vengano tavole rotonde e dibattiti sui temi legati alle nuove tecnologie dell’apprendimento, ben venga la Smart Education. Lasciate, però, a noi docenti il compito di continuare a praticare un particolare valore: quello del presente. Noi insegnanti, adesso, abbiamo il compito di innovarci e, allo stesso tempo, far sì che gli studenti tornino a fruire della bellezza del mondo che li circonda. Basta soltanto aprire gli occhi. 


EYL
Autore

EYL

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