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A un certo punto della propria vita, puntuale come una tassa, arriva il momento catartico in cui ti viene chiesto di inviare il Curriculum Vitae.

Il foglio di carta virtuale più importante di qualsiasi carriera, così imperioso e impertinente che lo si nomina ancora in latino – neanche fossimo nella Roma post Augusto.

Redigerlo è un’impresa: la foto va messa o no? Bisogna inserire prima le esperienze di lavoro o il percorso accademico? Deve essere lungo? Corto? Deve avere i ghirigori? Deve illuminarsi quando cala la notte? E il modello europeo, lo uso o non lo uso? E se poi lo faccio semplice è troppo semplice, se lo faccio articolato me la sto tirando, se lo accorcio non ci sta niente e allora sapete cosa? Non lo scrivo e faccio un bel video-curriculum (ecco no, non fatelo).


Ci siamo passati anche noi.
Ricordo che la pagina bianca di Word mi guardava spensierata mentre io, impensierito, la fissavo come un baccalà alla ricerca del corretto ordine di redazione della mia vita. E ragionare su se stessi non è poi così facile: scrivere la propria biografia educativo-lavorativa necessita di attenzione, di cura, di regole. Per questo motivo, stanchi di mettere insieme le informazioni raggruppate nelle infinite ricerche online, siamo andati a chiedere una mano a loro, quelle figure che, quando le immagini, non hanno volto ed esercitano un potere smisurato e inimmaginabile, quelli che ricevono curricula da mane a sera e sì, quelli che effettivamente decidono se vai bene oppure no: gli Human Resources Manager – che, detto fra noi, un viso lo hanno e sono anche molto disponibili.

La prima regola fondamentale che abbiamo capito è: azienda che vuoi, curriculum che invii. Non tutti i settori hanno le stesse esigenze, non tutti i paesi gli stessi standard. Per iniziare, abbiamo bussato alla porta di AegisHR, azienda specializzata nel reclutamento di professionisti e manager in diversi settori. Cristina Bianco (nella foto a lato), Managing Partner, ha stilato cinque punti generali fondamentali: 

  1. Fare sempre una bella lettera di presentazione, 10/15 righe al massimo scritta pensando all’azienda alla quale lo stai mandando e alla posizione per la quale ti stai candidando;
  2. Il Curriculum è meglio che sia su una sola pagina: pulito, con dati anagrafici a lato e informazioni importanti sintetiche ma chiare;
  3. Evitare foto, soprattutto se scattate in contesti non professionali, ma dipende molto dal settore;
  4. Job title chiari con spiegazioni delle competenze maturate;
  5. Evitare di lodare se stessi su capacità presunte.

E se invece parlassimo di Finance&Banking? AegisHR si occupa anche del settore dei servizi finanziari, allora abbiamo chiesto a Francesco Cameroni, partner dell’azienda, i suoi cinque consigli (il primo è una novità):

  1. Avere pronti due Curricula: uno sintetico con cronologia e mansioni svolte, di massimo una pagina; un altro più esaustivo con la spiegazione dettagliata delle proprie mansioni;
  2. Soprattutto nel settore Finance&Banking, è necessario avere, se lo si parla, un Curriculum in inglese con un formato adeguato agli standard nordici/anglosassoni;
  3. Scrivere una presentazione dei propri punti di forza contestualizzata ai risultati economici (track record) e ai progetti e alle ristrutturazioni condotte. Questa presentazione è separata dal curriculum;
  4. Indicare il proprio livello di inquadramento o grado (dirigente, senior VP, director, managing director, eccetera);
  5. Non indicare conoscenze linguistiche se non si è in grado, per la lingua indicata, di sostenere serenamente un colloquio, senza preoccuparsi troppo dello slang e della grammatica… sarà al massimo solo buono e non ottimo o fluente.

Ci siamo poi spostati sul mondo scintillante del lusso e della moda. Deborah Frigerio, Director di Four Corners, la business line di Aegis dedicata al recruiting nel mercato Fashion e Luxury Goods, suggerisce:

  1. Scrivere in modo chiaro la sequenza temporale delle proprie esperienze partendo sempre dalla più recente alla più distante nel tempo;
  2. Una foto è gradita (sempre rispettando il buon gusto);
  3. Evidenziare bene la propria job title e l’azienda per cui si lavora andando brevemente a specificare le principali responsabilità (massimo 4/5 righe);
  4. Non sovraccaricare il Curriculum con informazioni risalenti a lavoretti fatti durante gli studi non attinenti all’attuale settore lavorativo, per esempio: animatore nei villaggi turistici, baby sitter, barman, eccetera.
  5. È molto importante scrivere bene i dati anagrafici.

Insomma, in sintesi: bisogna essere chiari, bisogna essere sintetici ed esaustivi, bisogna mettere la foto solo per determinate realtà, bisogna essere onesti. E poi il gioco è fatto.



EYL
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