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La generazione dei Millennials viene idolatrata e ricercata dalle imprese come chiave segreta per il successo e il rinnovamento aziendale. In effetti sono molte le caratteristiche dei nati tra i primi anni ’80 e il 2000 che risultano appetibili per le aziende tese a innovare i propri processi. In Italia ci sono 11,2 milioni di persone appartenenti a questa fascia generazionale e il 74% di loro è costantemente connesso online. Questo li rende dei veri nativi digitali e una grande risorsa per le imprese che cercano talenti su cui investire.

Il rovescio della medaglia della Generazione Y è che questa spontanea vita digitale, costantemente soggetta al cambiamento e all'evoluzione, ha portato allo sviluppo di una tendenza a cambiare lavoro (statisticamente) ogni quattro anni.

Una peculiarità chiamata Job Hopping, letteralmente saltare da un lavoro all’altro, e derivante dall’attitudine tipica dei giovani degli anni zero di cercare sempre nuovi stimoli ed esperienze. 

Le aziende, quindi, non solo hanno bisogno di attrarre talenti per avere accesso a capitali creativi e digitalizzati, ma devono impegnarsi a trattenerli con stimoli e incentivi. Una ricerca di Future Workplace stila una lista di ciò che spinga un Millennial a rimanere fedele al suo posto di lavoro.

1. Flessibilità: è il valore numero uno. La possibilità di organizzarsi l’orario e il lavoro è una caratteristica imprescindibile per coltivarne il benessere sul posto di lavoro.

2. Coinvolgimento: i Millennials non amano essere comparse ma voglio diventare attori protagonisti di ciò che fanno, anche in ambito lavorativo. Hanno idee nuove per migliorare le prestazioni aziendali e chiedono di essere ascoltati.

3. Valori: una ricerca di Net Impact (società di consulenza del lavoro) afferma che il 58% dei Millennials sono disposti a sacrificare tempo, energie e stipendio per lavorare in un ambiente vicino ai propri valori. Per questo motivo, un’azienda dovrebbe esplicitare la propria Missione già nelle fasi di recruiting per essere sicura che il candidato non deciderà di cambiare strada in futuro.

4. Ripensare il Job Hopping: molte imprese ritengono che se un candidato ha cambiato molti lavori non potrà mai essere fedele all’attività aziendale. Al contrario, dovrebbero capire che la continua ricerca del posto di lavoro ideale è sinonimo di ambizione e voglia di migliorarsi acquisendo nuove skills.

Insomma, i Millennials non sono lavoratori effimeri, anzi. Numerosi studi rivelano che, se motivata e resa partecipe, la Generazione Y riesce a  essere molto più fedele e produttiva di quanto si pensi. In ogni caso, entro il 2020, i famigerati Millennials costituiranno la metà della forza lavoro complessiva: aziende, attrezzatevi sin d’ora per non farli scappare! 


EYL
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