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Nell’era della sharing economy le pratiche di scambio e condivisione di beni materiali, servizi o conoscenze sono all’ordine del giorno. La Generazione Y e la Generazione Z sono nate e cresciute in un contesto di diffusione del web e dei “2.0” e hanno una connaturata predisposizione all’uso di dispositivi elettronici connessi e di applicazioni in tutti gli aspetti della vita quotidiana: dall’organizzazione dello studio alle relazioni affettive, nelle attività lavorative e nel tempo libero.


Condivisione
, collaborazione e dispositivi sono tre parole che timidamente stanno entrando nel panorama scolastico che, però, deve evolvere e avvicinarsi ai macro-cambiamenti sociali che stanno prendendo piede. Questo ovviamente non a discapito della conoscenza, della cultura e dell’istruzione, ma innovando le modalità.

Oggi vogliamo raccontarvi di tre piattaforme all’avanguardia per far interagire studenti e docenti: i player internazionali Google Classroom, Edmodo e la giovane We School nata nel 2016.

  1. Google Classroom nasce nel 2014 e fa parte della suite Google Apps for Education, il prodotto di Big G per la comunicazione e la collaborazione integrata. Obiettivo? Digitalizzare e ottimizzare l’istruzione scolastica, grazie all’integrazione di servizi come Drive, Gmail e Docs, che vanno ad agevolare la vita di insegnanti e studenti. Diverse le funzionalità, come: aiutare gli insegnanti a creare e raccogliere i compiti senza ricorrere a supporti cartacei; creare automaticamente una copia di un documento Google per ogni studente; organizzare automaticamente i documenti di ogni studente in cartelle Drive, in modo che tutti siano ben organizzati. Inoltre, consente agli studenti di monitorare le scadenze dalla pagina Compiti e iniziare a lavorare con un solo clic. I docenti, infine, possono vedere rapidamente chi ha svolto i compiti e chi no, fornire feedback in tempo reale e assegnare direttamente i voti. Classroom è gratuito per tutte le scuole che utilizzano la piattaforma Google Apps for Education ed è disponibile anche in versione mobile.
  2. Edmodo è stato fondato a Chicago nel 2008 per accompagnare l’istruzione in un ambiente adatto al XXI secolo. Oggi è il più importante social network per l’apprendimento a livello pre-universitario del mondo e si dedica a mettere in contatto gli studenti con le persone e le risorse di cui hanno bisogno per realizzare appieno le loro potenzialità. Disponibile all’indirizzo www.edmodo.com è il sito web che integra le funzionalità di base di un social network con quelle presenti sui più comuni LMS. edmodo-groups-large La homepage del sito rivela subito la somiglianza con Facebook: tanto i colori, quanto le principali funzioni disponibili che ricordano quelle del famoso social network. In particolare, la homepage è strutturata per la pubblicazione di avvisi, compiti, quiz, sondaggi e commenti organizzati in ordine cronologico e filtrabili in base al proprio interesse; la colonna sulla sinistra presenta, invece, l’immagine dell’utente dalla quale accedere direttamente al profilo personale. Altra somiglianza con Facebook è la possibilità di creare gruppi o sottogruppi nei quali inserire gli studenti di un’intera classe oppure un loro ridotto numero. Molto interessante anche la possibilità di raccogliere una serie di suggerimenti di risorse multimediali e web utilizzate da altri insegnanti e suddivise per argomento, che con un semplice click possono essere aggiunte alla propria library, il catalogo personale che ciascun insegnante può utilizzare per arricchire le proprie lezioni e attività. Ad oggi conta 65,812,222 iscritti.

  3. We School è stata lanciata in italiano, inglese e spagnolo nel maggio 2016 da Marco De Rossi, classe ’90, fondatore di Oilproject, il più seguito sito di e-learning in Italia con 1,6 milioni di studenti che ogni mese cercano ripetizioni e video lezioni. We School, invece, è una piattaforma per “aiutare i docenti a fare didattica collaborativa in classe”. Ha un sistema per permettere ai professori di creare quiz, videoquiz, test e verifiche in modo semplice, abilitando un insegnamento personalizzato a seconda delle esigenze della classe. Permette di integrare video, google docs con link presi dalla rete per rendere i materiali sempre aggiornati e aggiornabili. Insomma, qualsiasi contenuto o servizio disponibile su Internet si può inserire nella piattaforma e utilizzare direttamente all’interno di essa, senza dover mai uscire dall’ambiente collaborativo scolastico. Ovviamente, oltre ai contenuti reperiti online si possono inserire anche i libri di testo. Come sostiene il suo fondatore: «Con WeSchool abbiamo dato ai prof i “superpoteri”: in una sola piattaforma possono usare tutti gli strumenti e i contenuti che vogliono, in un solo ambiente possono costruire una lezione coinvolgente ed estremamente interessante per gli studenti».

Per molti insegnanti non è facile stare al passo con la digitalizzazione della scuola, non è semplice “ripensare” le lezioni integrando le tecnologie e tutti i contenuti, che non sono semplicemente il libro di testo, ma anche altri ormai essenziali per offrire agli studenti un apprendimento completo e interessante. Questi sono solo tre esempi di successo e tanti ne stanno nascendo: le tre piattaforme permettono ai docenti di formare gruppi di lavoro, far giocare gli studenti e ottenere feedback in tempo reale. Il fattore “gioco” e la cosiddetta gamification risultano sempre più importanti per capire perché usare piattaforme collaborative a scuola. La vera sfida è riuscire a creare percorsi di studio coinvolgenti, che riflettono il modo in cui oggi si apprende e ci si informa, in linea con le nuove generazioni.



EYL
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