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Da molti anni la crisi economico-finanziaria rientra tra i temi più discussi a livello globale; ne parlano continuamente giornalisti e professionisti sui quotidiani, nei telegiornali o nei talk show televisivi, ne discutono a colpi di tweet gli utenti attivi sui social. I Millennial, come è ormai risaputo, sono cresciuti proprio nel periodo in cui questa crisi si è manifestata con tutta la sua intensità, provocando un senso generale di pressione e sfiducia verso le istituzioni. Nonostante questa generazione viva da sempre con il problema della crisi, la domanda che ci poniamo è: quanto ne sanno davvero i giovani riguardo a questa fase storica? Da dove ha avuto origine? Possiamo realmente affermare che il nostro paese sia in ripresa economica?

Durante la testimonianza della dottoressa Mariasole LisciandroEditor e Research Assistant de Lavoce.info sono stati chiariti molti dubbi riguardanti questo concetto così attuale. 

Per poter comprendere al meglio lo sviluppo del fenomeno non bisogna soltanto analizzare la situazione dal punto di vista nazionale, ma bisogna inserirsi in un contesto più ampio, partendo proprio dalla visione statunitenseÈ proprio negli Stati Uniti che si crea il terreno fertile per l’avvio di una fase di declino economico, capace di produrre effetti domino contagiosi in tutto il resto del mondo. Come già la storia ci insegna, il continente europeo e quello americano hanno sempre avuto atteggiamenti diversi riguardo alle decisioni socio-economiche da prendere, e anche in questo caso ne abbiamo la conferma. 

Il basso costo del denaro, l’aumento del prezzo delle case, l’inizio della bolla immobiliare con la concessione da parte delle banche di mutui sub-prime senza garanzie sono alcuni degli indici che hanno scatenato i primi default, diffusi poi in tutto il mondo. Oltre a questi fattori di natura finanziaria, anche l’avidità degli operatori finanziari, l’ indifferenza delle società di rating e la disinformazione della popolazione hanno contribuito a sviluppare in modo clamoroso questo fenomeno. Fenomeno che è poi arrivato anche all’Eurozona. 

Nonostante il declino economico sia partito dal continente americano, tuttavia gli USA sono riusciti a uscirne nel modo più rapido possibile. L’Eurozona, e in particolare l’Italia, non si possono ancora considerare del tutto al di fuori della fase di crisi. In che modo possiamo stabilire ciò? La ripresa economica di una nazione viene analizzata sotto molti aspetti, grazie  al PIL, al tasso di inflazione, al livello di disoccupazione e agli interventi adottati per orientare la propria politica monetaria. Mentre la ripresa degli Stati Uniti si può considerare oggi solida e in costante rafforzamento, quella europea viene vista ancora come fragile, ma con una potenziale di crescita rispetto agli anni precedenti, grazie ai piani d’azione attuati da Mario Draghi e dalla BCE

Per il futuro l’obiettivo è quello di risolvere uno dei mali più grandi della nostra società scatenato proprio dalla crisi: lo scetticismo e la sfiducia della popolazione verso le scelte politiche ed economiche del paese.


EYL
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