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5' di lettura

Spesso ci capita ancora di incontrare persone e professionisti convinti che per stare sul mercato sia necessario essere spietati, che per avere successo sia necessario crescere, anche a spese dei clienti o dei propri collaboratori. Un approccio al mondo della comunicazione che ritroviamo ancora oggi in moltissime comunicazioni dove il focus è ancora sulla quantità e non sulla qualità. Questo vale per le aziende, come per i singoli professionisti.

Perché te lo diciamo? Perché il problema di questo pensiero, dove ancora presente, guida il management aziendale a prendere decisioni a breve termine che sacrificano le relazioni a lungo termine. Dato che anche tu, a breve, entrerai ufficialmente nella cerchia dei professionisti è importante essere consapevoli di questo aspetto! Un esempio?

Presto dovrai iniziare a creare un network di relazioni professionali che nel breve o lungo periodo ti porteranno ad ottenere il tuo primo impiego. Come arrivarci? Hai due opzioni: puoi iniziare a inviare curriculum a chiunque oppure puoi iniziare a farti conoscere definendo una strategia di personal branding. 

Curare la nostra immagine professionale, sviluppare un nostro piano di comunicazione, scegliere gli strumenti più adeguati per noi, monitorare i risultati delle nostre azioni e arrivare agli obiettivi prefissati, è fattibile, non solo quando si parla di comunicazione aziendale. 

Il percorso è lo stesso, ma come fare? In questo articolo vedremo come dare valore al proprio business o alla propria figura e costruire relazioni vincenti con i tuoi contatti: l'inbound marketing

Parleremo di: 

 

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1. Cos'è l'Inbound marketing

In un mondo sempre più connesso e digitale, spesso siamo sovraccaricati di informazioni: articoli, immagini, notifiche, messaggi…un'infinità di informazioni e dati ci passano ogni secondo davanti agli occhi. Troppe informazioni per riuscire a selezionarne una e prendere una decisione sulla quale focalizzare la nostra attenzione in modo significativo. Ci troviamo così nell’overload informativo, che ci porta ad eliminare tutti quei messaggi che, oltre a passare inosservati, ci infastidiscono. Prime tra tutti: le pubblicità o quei contenuti che percepiamo come tali. 

Da qui nasce l’Inbound Marketing. Che cos’è quindi l’inbound marketing?

Inbound marketing is a business methodology that attracts customers by creating valuable content and experiences tailored to them. While outbound marketing interrupts your audience with content they don’t want, inbound marketing forms connections they’re looking for and solves problems they already have.

 

Così HubSpot definisce l’inbound marketing, una filosofia aziendale opposta all'outbound marketing, basata sull'essere di aiuto alle persone. L'approccio inbound infatti implica di fare business in modo umano e creare relazioni significative con le persone, che siano estranei, potenziali clienti, potenziali dipendenti o collaboratori o clienti già acquisiti. Una strategia assolutamente necessaria. 

Il nostro obiettivo primario deve essere quello di aiutare le persone, creando un dialogo dove entrambe le voci abbiano lo stesso valore: un approccio più umano e customer-centered. Non a caso, l'arma preferita dell'inbound è il contenuto, un contenuto che sia informativo, rilevante ed educativo.

Content is king viene quindi da dire, ma oggi non basta solo avere buoni contenuti per emergere da tutti gli altri. Bisogna che ci sia una strategia, una serie di azioni, e delle competenze che lo sostengano, perché il nostro vero re è il target. È a lui che dobbiamo pensare quando definiamo una strategia: quali sono i suoi bisogni? Come possiamo risolverli? 

Nella nostra strategia di trasformazione digitale non basta solo la tecnologia innovativa, ma sono fondamentali le competenze, che ogni giorno vanno coltivate, approfondite e perfezionate. Per questo motivo:

 

Il nostro primo cliente siamo noi stessi

 

A dirlo e a ricordarcelo è Adib Mouchanan, il Responsabile Partner HubSpot in Italia. Non è solo importante il lavoro che facciamo o possiamo fare per il nostro cliente, ma anche comunicare noi stessi è allo stesso modo importante, se non di più. Ma perché non abbiamo tempo per comunicare e lavorare su noi stessi?

Ognuno ha i suoi motivi, chi poca voglia, chi troppo impegnato, chi magari non sa scegliere tra le troppe idee e chi invece il contrario. Alla fine il tempo che dedichiamo a noi stessi risulta essere sempre minore rispetto a quello che dedichiamo agli altri, ai clienti.

 

Il nostro limite siamo noi stessi

 

 Se ci prendiamo cura di noi abbiamo dei grossi vantaggi, come il fatto che chi ci cerca, l'utente o il cliente saprà chi siamo e allo stesso modo ciò che facciamo vedere, il nostro pensiero e la nostra reputazione ci renderà affidabili. Ma non solo, continuare a crescere professionalmente è ciò che ci distinguerà dagli altri, sia personalmente che professionalmente come privati o come ambassador della nostra realtà. 

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2. Dall'Inbound marketing al Conversational marketing

Non solo le grandi aziende e imprese ma anche noi dobbiamo concentrarci su chi siamo e cosa vogliamo fare, cosa vogliamo comunicare e quali sono i nostri obiettivi e sogni futuri. L'inbound marketing, grazie ad una serie di azioni, permette alle aziende, ma anche a noi, di essere credibili e presenti online in modo efficace.

Un aspetto fondamentale su cui ci aiuta l'inbound è: realizzare il nostro marketing conversazionale, un elemento importante a supporto del nostro business. Attivare il dialogo è fondamentale non solo per farsi ascoltare ma anche per capire cosa cerca il nostro target e il mercato in cui operiamo, oltre a ricevere feedback e suggerimenti.

Una delle prime regole della comunicazione è infatti proprio l’ascolto. Senza l’ascolto del mercato è difficile definire una comunicazione efficace. Una volta capito quali sono i fattori critici di successo all’interno della nostra azienda o della nostra personalità e cosa dice il mercato di noi, dobbiamo sviluppare una comunicazione coerente. Fare un allineamento delle performance e passare alla fase di esecuzione vera e propria.

Oggi si sente parlare di Phygital marketing. Online e offline, non devono mai predominare l'uno sull’altro, anzi la chiave del successo è integrare queste due dimensioni, per fare la differenza.

 

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3. Metti a fuoco la strategia

Se sono un’azienda con una precisa value proposition, come comunicarla al mio target? In un mondo caratterizzato da information overload devo sussurrare la mia parolina magica all'interlocutore, in modo da fargli capire che ho un vantaggio competitivo e che il mio servizio è in linea con i suoi bisogni.

La prima regola di buon senso è: la comunicazione non deve più essere estemporanea e casuale. Deve essere strutturata e ancorata ai valori dell’impresa, o nostri se il brand siamo noi. I clienti scelgono un’azienda per la missione di fondo che essa sposa, non tanto per il cosa offre e per come lo offre. Sono importanti ma non quanto la missione aziendale. Il punto di partenza di tutta la strategia di comunicazione non può che essere la formalizzazione del nucleo strategico dell’impresa: formalizzare elementi come missione, visione, valori e mete fondamentali.

 

Quali implicazioni possono avere missione, visione e valori sulla comunicazione d’impresa?

1. Ci sono brand che hanno sviluppato una missione, una visione e dei valori che esprimono un impegno sociale a livello macro, come ad esempio The Global Goals.

 

2. Ci sono imprese che sviluppano missione, visione e valori che esprimono un impegno sociale a livello micro. Come Surf Excel che ci si concentra su un tema specifico e fa di questo la sua forza.

 

3. Missione, visione, valori possono puntare a qualcosa che sia migliore rispetto alla situazione attuale: si vuole migliorare la vita delle persone, come ad esempio Budweiser che va al di là del proprio prodotto.

 

4. Missione, visione e valori possono anche essere focalizzati sul divertimento e sulle emozioni delle persone, come ha fatto Canal+ in questo spot. 👇

 

5. Missione, visione e valori devono supportare l’evoluzione aziendale nel tempo. Si vuole comunicare quindi che l’azienda cambia ma alcuni tratti distintivi restano immutati nel tempo, come ad esempio Lacoste, che con questo spot racconta come il mondo cambia, come lei cambia, ma i tratti distintivi restano gli stessi. 

 

Ci sono brand iconici e storici che puntano a raccontare tutto questo, grazie ad una missione, visione e valori che non hanno fine. È importante andare a definire questi aspetti perché ricordati: 

le persone oggi comprano il nostro Why e quindi

 

la tua vision, la tua mission e i tuoi valori 

 

Ecco 5 suggerimenti utili per definire il tuo "Why" in logica di storytelling:

  1. Partire sempre dal perché più profondo del tuo business;
  2. Focalizzarsi su pochissimi elementi distintivi;
  3. Metti al centro il tuo target, in modo da catapultarlo in una serie di esperienze immersive per essere competitivi sul mercato;
  4. Allineati ai suoi bisogni;
  5. Sii semplici e contestuale. Contemporaneo perché legato al cliente e ai suoi bisogni specifici.

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EYL
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EYL

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